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Da Pericle a Papadimos: la crisi greca vista da Terzi











Betelgeuse è la seconda stella più luminosa della costellazione di Orione, dopo Rigel, e, mediamente, la decima più brillante del cielo notturno vista ad occhio nudo.
Il suo nome deriva dall’arabo Ibtal al Jauzah, ovvero ‘la spalla del gigante ’ che per deformazione si è trasformata successivamente in Betelgeuse.
La sua distanza dalla Terra era stimata sino a pochi anni fa sui 427 anni luce ma recenti ri-misurazioni hanno suggerito un valore maggiore, pari a circa 600-640 a.l. Il diametro angolare misurato da Terra suggerisce, da questa distanza, che Betelgeuse sia una stella di dimensioni colossali, addirittura una tra le più grandi conosciute: il suo raggio misurerebbe circa 1000 volte il raggio solare.
Sebbene le sue dimensioni siano così spropositate, la sua massa invece non è altrettanto elevata come si può pensare. Essa, infatti, è solamente una trentina di volte quella del Sole e quindi, facendo un rapporto tra il suo volume e la massa, si ottiene un valore della densità incredibilmente piccolo: un metro cubo di materia di cui è composta Betelgeuse peserebbe non più di qualche centesimo di grammo, ovvero centomila volte meno di un metro cubo di aria.
Data la grande superficie radiante, Betelgeuse possiede anche una forte luminosità, oltre 135.000 volte quella della nostra stella, che la rende anche una tra le stelle più luminose in assoluto. E’ possibile che la stella concluderà la sua esistenza esplodendo in una supernova.
Betelgeuse si può distinguere con grande facilità anche dalle grandi città: è infatti la decima stella più brillante del cielo se vista ad occhio nudo; inoltre fa parte dell'inconfondibile costellazione di Orione, di cui costituisce il vertice nord-orientale, e spicca rispetto alle altre per il suo colore, un arancione intenso, che contrasta con l'azzurro tipico delle altre stelle luminose di quest'area di cielo. Betelgeuse inizia a scorgersi bassa sull'orizzonte orientale nelle serate tardo-autunnali (inizio dicembre), ma è durante i mesi di gennaio e febbraio che l'astro domina il cielo notturno, essendo la stella di colore rosso vivo più brillante dell'inverno. Il mese di maggio invece la vede tramontare definitivamente sotto l'orizzonte ovest, tra le luci del crepuscolo; torna ad essere visibile ad est, poco prima dell'alba, nel mese di agosto.
Betelgeuse si trova attualmente nelle ultime fasi della propria evoluzione: la fase di supergigante rossa, altamente instabile, è infatti il preludio all'estinzione dell'astro.
Data la sua grande massa, gli astronomi ritengono che la stella concluderà la propria esistenza esplodendo in una brillantissima supernova di tipo II. Non si sa con esattezza quando ciò avverrà; le opinioni sono differenti.
Nonostante la relativa vicinanza, si ritiene che le radiazioni emesse dall'esplosione di Betelgeuse non causeranno grossi danni alla biosfera del nostro pianeta.
Per via della sua luminosità nel cielo notturno e del suo colore rosso pieno Betelgeuse ha avuto una certa influenza sulla cultura e sulla mitologia di diversi popoli antichi e moderni. Il suo intenso colore rosso le ha fruttato numerosi epiteti bellici, come la Stella Marziale, e nell'astrologia è considerata foriera di onori militari o civili.

 











Il fiume della prepotenza
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Esiste la storia di tutto, ma non della prepotenza, che questo libro ricostruisce per la prima volta. Dai greci ai giorni nostri. Perverso capolavoro: per circa 1500 anni nelle lingue occidentali è mancata persino la parola capace di indicarla.
(Ri)emerge solo verso la metà del Diciassettesimo secolo. E perché non prima e non dopo?
Il fiume della prepotenza è una rilettura della storia secondo un nuovo parametro.
La prepotenza domina oggi la Terra: così il 10 per cento dei più abbienti possiede oltre l’85 per cento della ricchezza globale. E i risultati si vedono.
L’alternativa è costruire l’equilibrio, fra persone e popoli, fra esseri umani e natura. L’unica prospettiva autentica affinché l’umanità possa guadagnarsi il futuro.

PREZZO € 10,00
PAGINE 212
FORMATO 14 x 21 cm
LEGATURA brossura fresata
COPERTINA con alette
ISBN 978-88-6349-020-6

Pensiero libero
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“Ho potuto frequentare la scuola di un grande maestro come Giovanni Marcora - un politico che ha fatto la guerra partigiana, poi l’imprenditore, dagli ideali molto forti - e ancora oggi, in tempi di deboli voci, sento la mancanza di personalità come la sua. Vivo un Paese politicamente privo di nerbo, disorientato negli ideali, apparentemente appagato e dunque a disagio nel riconoscersi sui terreni della crisi, portato a cercare protezione piuttosto che a liberare risorse ed energie. E’ venuto meno un pensiero forte.
La politica democratica, quella retta dalla base, è l’unica che può tornare a fungere da scuola per la classe dirigente del Paese con la quale, poi, può chiedere che venga riconosciuta la sua fondamentale professionalità per creare le soluzioni sulle richieste dei Cittadini.
Il dovere della politica è di innalzare il livello e la qualità della motivazione che sta alla base di un progetto. E’in questo gesto che ritroveremo la speranza che i nostri cuori stanno smarrendo e gli occhi nuovi per guardare al futuro di cui abbiamo diritto.”

PREZZO € 12,00
PAGINE 120
FORMATO 14 x 21 cm
LEGATURA brossura fresata
ISBN 978-88-6349-021-3

Non c'è Cuore
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(CINICO RITRATTO DI SCUOLA)

La giovane insegnante precaria, Silvia Martini, è al suo primo incarico annuale nella Scuola “Edmondo De Amicis”, collocata in un quartiere periferico e multietnico della città di Torino. Si ritrova ad insegnare in una quarta primaria, una classe difficile da gestire che affronterà con i consigli dell’amica Mirella Sciascia, insegnante alle soglie della pensione. Molteplici saranno le vicissitudini che gli alunni della classe (tra cui la disadattata Pamela, il bullo Alessandro, la viziata Nicoletta e i tanti alunni stranieri), ma a volte anche i colleghi, le faranno vivere, fino al concretizzarsi di un drammatico incidente. Evento che la colpirà profondamente nell’animo, inducendola a sentirsi indirettamente responsabile e a riconsiderare il proprio operato, raccogliendo del materiale, sull’anno scolastico trascorso, in un dossier che poi porgerà al Procuratore (e quindi al lettore) che si occupa del caso, sia per fornire un aiuto alle indagini, ma soprattutto per vedere assolta la propria coscienza.

PREZZO € 14,00
PAGINE 250
FORMATO 14 x 21 cm
LEGATURA brossura fresata
COPERTINA con alette
ISBN 978-88-6349-027-5

Life on loan
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La vita di Clara Scardi è stata sconvolta dalla scomparsa del marito, ricco finanziere, il cui corpo non è mai stato ritrovato. A seguito della tragedia che l’ha colpita, Clara, che non ricorda nulla del proprio passato, vive in una condizione di apatia, mentre il suo patrimonio è gestito da un curatore, il dott. Varosi.
Nel frattempo, l’avvocato Mario Valadier si trova ad affrontare l’inspiegabile scomparsa della moglie Emma. L’ispettore Bertoli conduce delle indagini infruttuose, credendo più a una fuga d’amore che a un omicidio o a un rapimento. Clara, intanto, in seguito a un nuovo choc, si convince di essere vittima del diabolico piano di una ramificata organizzazione criminale. Inizia così una rocambolesca battaglia per la sua sopravvivenza che la porterà a intrecciare la sua vita con quelle di Mario e di Emma.
Di chi o di che cosa è vittima Clara Scardi? Che fine ha fatto Emma Valadier? Ambientato nella Milano dei nostri tempi, Life on loan, primo romanzo di Rossana Balduzzi Gastini, è una storia adrenalinica che ruota intorno alla figura di due donne: Clara ed Emma; privilegiando il colloquio diretto tra i personaggi e la esteriorizzazione del loro pensiero, l’autrice porta il lettore a trovarsi dentro la storia e a vivere le emozioni e le tensioni dei protagonisti, procedendo di mistero in mistero, senza concedergli tregua, dal momento che in questo libro nulla è come appare.

 

PREZZO € 14,00
PAGINE 172
FORMATO 14 x 21 cm
LEGATURA brossura fresata
COPERTINA con alette
ISBN  978-88-6349-030-5

Generazione MM
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STORIA DI UNA GIOIOSA ANARCHIA TELEVISIVA

Con interventi di: Massimo Fini, Biagio Antonacci, Omar Pedrini, Isa B, Michele Ferrari, Domenico Liggeri.

Che generazione è la generazione Match Music? Quella delle discoteche o quella della musica italiana? Dei creativi di provincia o dei budget da metropoli? Probabilmente di tutti questi elementi fusi assieme. Un fondatore, pochi collaboratori, entusiasmo, voglia di sperimentare, concerti su spiagge libere, eventi, nuovi modelli di business. Match Music è riuscita a coinvolgere artisti affermati con la formula “puoi dire e fare quello che vuoi”. Forse più che un progetto artistico Match Music è stata un’avventura a tempo determinato, una di quelle che sai che sicuramente prima o poi finiranno e che quindi devi berla tutta fino in fondo dando il meglio di te per assaporarne ogni istante.

I protagonisti di questa avventura raccontano in questo libro un periodo della loro esistenza seguendo l’onda dei ricordi con la coscienza di aver vissuto un’esperienza irripetibile.

PREZZO € 18,00
PAGINE  164
FORMATO  22 x 22 cm
LEGATURA  brossura cucita
COPERTINA  con alette
ISBN  978-88-6349-031-2

Yes, she Cannes
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«Dove credi di andare? Il nostro lavoro è appena cominciato».

«Come può credere che rimarrò qui impassibile ad osservarla ridere di me e compiacersi dei miei difetti?».

«Ridevo felice dei tuoi progressi, cara. Sei riuscita a superare la prova più difficile, mostrarti nuda davanti ad una giuria spietata. E non parlo di me.Ognuno di noi è giudice di se stesso, il giudice più inflessibile che possa mai esistere».

Spumeggiante, irriverente, ironico, passionale, erotico, commovente; un romanzo che sa unire sapientemente leggerezza e profondità, intrigando il lettore fino all’ultima pagina. Sullo sfondo di una Cannes mondana, una storia al femminile vivamente consigliata anche ad un pubblico maschile

PREZZO € 14,00
PAGINE 293
FORMATO 14 x 21 cm
LEGATURA brossura fresata
COPERTINA con alette
ISBN 978-88-6349-037-4

Benvenuto Fagiolino
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Con due gocce inizia e con due gocce finisce questa storia che altro non è che il cerchio della vita. Nove mesi da leggere tutti d’un fiato, seguendo le fasi lunari e non il classico passare del tempo, facendosi cullare da sogni, paure, speranze, canzonie domande che non sempre trovano una risposta.Per la prima volta però, a parlare così da vicino di quest’attesa e di una pancia che cresce è un papà e non una mamma. Un papà che cerca forse di recuperare, senza riuscirci, quei nove mesi di vantaggio che le mamme hanno sempre. Un papà che ci invita a sorridere, a commuoverci, a pensare, seguendo il passaggio da un “Fagiolino” a una splendida bimba che ha rubato tutto il rosa al mondo. Alla fine una canzone da imparare e da cantare a chi bambino è oggi o comunque lo è stato...
Diario di un papà in attesa con cd allegato il CD Nina Mamma cantato da Cecilia Gasdia.

PREZZO € 16,00
PAGINE 206
FORMATO 14 x 21 cm
LEGATURA brossura fresata
COPERTINA con alette
ISBN 978-88-6349-036-7
Le Belle Addormentate
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Al tramonto, in un silenzio apparente che si incolla alle vecchie pietre del paese, di colpo ti accorgi dell'incombente sagoma del Gran Sasso, che qui chiamano la Bella Addormentata. E pensi al tuo viaggio nei paesi fantasma dell'Italia perduta, alle tante belle addormentate che aspettano da anni, da decenni, il bacio che le risvegli. E ti senti parte del loro steso incantesimo.
Antonio Mocciola, giornalista e narratore, porta il lettore con sé in un viaggio sconvolgente ed affascinante attraverso l'Italia perduta. Più di ottanta paesi abbandonati, dalle Alpi alla Sicilia, con le lororo storie perse nel secolo scorso. Paesi che non sono riusciti ad affacciarsi al nuovo millennio, ma che recano in loro le tracce di una modernità che per noi è già modernariato. Storie di calamità naturali, di frane e terremoti, di allagamenti e smottamenti, ma anche di natatlità azzerata, di emigrazione o di evacuazione volontaria, La morte di un paese ha tanti padri, ma ancor più figli. Sono i nuovi turisti, quelli che non si accontentano dei soliti itinerari e vogliono riscoprie le tracce di un'Italia istinta eppure ancora viva,  presente, emozionante.

 

PREZZO € 12,00
PAGINE 189
FORMATO 14 x 21 cm
LEGATURA brossura fresata
ISBN 978-88-6349-039-8

Maschio svegliati!!!
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Qualcuno ha avuto il coraggio di dirlo! Sollevare questioni delicate sul difficile rapporto tra maschi e femmine, comporta il rischio di un’accusa di politically incorrect. Ma Domenico Maisto ha accettato la sfida. Con tono pungente, semplice ma diretto, a tratti irriverente, affronta le principali problematiche sui due sessi, con particolare tirata d’orecchi ai maschietti. 
Un pamphlet agile, scorrevolissimo, godibile e fruibile da tuttiPREZZO € 14,00

PAGINE 116

FORMATO 14 X 21

LEGATURA brossura fresata

COPERTINA flessibile

ISBN 978-88- 6349-041-1

Maddalena
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Uno splendido affresco della Sicilia del ‘600, magistralmente “dipinto” da Domenico Cacopardo, che narra le vicende di Maddalena Afella, donna di grande carattere, sullo sfondo di una storia di miseria, di fatica e di dolore.

Un romanzo storico che restituisce colori, profumi e sapori di una terra amata e posseduta dall’autore, dove fa la sua non causale apparizione anche il Caravaggio, autore del dipinto “L’adorazione dei pastori” della chiesa di Santa Maria della Concezione di Messina, in cui, l’invenzione letteraria vuole che Maddalena, la protagonista, abbia prestato il volto della Madonna.

PAGINE:          232
FORMATO:     14 x 21
LEGATURA:    brossura fresata
COPERTINA:   flessibile
ISBN:               9-788863-490145

Molar le corde al giubilo
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Il libro racconta e analizza, in sequenza calendariale, le principali feste popolari della tradizione veronese, alcune ancora vive, altre in parte o del tutto dimenticate. Quelle prese in esame sono 11, suddivise e aggruppate in Feste di Carnevale, di Primavera, Festa del solstizio d’estate, Feste del solstizio d’inverno.

Le Feste di Carnevale comprendono, oltre al glorioso Venerdì Gnoccolar, il Luni Pignatar e La Renga di Parona, manifestazioni che per storia e cararatteristiche si collocano nel solco di una lunga tradizione folclorica italiana ed europea.  A queste si aggiungono altre due feste, che pur cadono durante la Quaresima, ma sono a pieno titolo parte integrante del “tempo carnevalesco”: Il palio di Verona, nella “domenica di tutto il popolo” (dominica totius populi), e la Vecchia di Mezza Quaresima, che interrompeva per un giorno il periodo di astinenza e di digiuno. Le Feste di Primavera includono San Valentino, la Domenica delle Palme o degli Ulivi con la Festa della musseta di Santa Maria in Organo, e la Pasqua. La Festa del solstizio d’estate  celebra la notte di San Giovanni alla Fontana del Fero. Completano il ciclo le Feste del solstizio d’inverno con Santa Lucia e il Natale.

Nella descrizione del rito-spettacolo di ogni festa si evidenziano di volta in volta gli elementi folclorici che rimandano a un sostrato culturale precristiano, e i nuovi significati acquisiti con l’avvento del Cristianesimo. Per una lettura più approfondita, credenze, usanze, mitologie e ritualità popolari specifiche del territorio veronese, sono messe a confronto con quelle di altri paesi europei che presentano sorprendenti analogie e contribuiscono al contempo a illuminare aspetti della tradizione nostrana. Una puntuale attenzione è riservata agli echi che le feste hanno avuto in campo letterario e poetico, con citazioni di opere e autori ( Virgilio, Ovidio, Dante, Shakespeare, Rabelais, Goethe, Pascoli, D’Annunzio….).

Di straordinario valore documentario e fecondi di spunti interpretativi sono stati in particolare due poeti veronesi: Berto Barbarani e il “macaronico” Gianfrancesco Dionisi, massimo cantore del Baccanale scaligero.

Le illustrazioni di Giancarlo Zucconelli contrappuntano, nella successione dei capitoli, il percorso narrativo facendo rivivere la scena centrale o i momenti più significativi e spettacolari della festa, con suggestivi scorci della città.

 

PREZZO        € 38,00
PAGINE         160
FORMATO    42.3 x 30.3 cm
LEGATURA   brossura con sovracopertina
ISBN              978-88-6349-033-6

Italo Calvino e gli anni delle canzoni
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In occasione del trentesimo anniversario della scomparsa di Italo Calvino (Siena, 19 settembre 1985), un omaggio pubblicando un inedito,  una rivisitazione di una tra le più particolari e meno conosciute opere della sua produzione artistica.

 Il volume contiene i testi delle otto canzoni scritte da Calvino presentati e commentati da Enrico de Angelis, forse il miglior conoscitore della musica d’autore italiana; due contributi non meno autorevoli di Paola Azzolini e Annalisa Piubello e un prezioso CD con le otto canzoni magistralmente interpretate dalla passionaria della canzone italiana Grazie De Marchi.

 Erano agli anni di “Cantacronache” (1958), la significativa sigla scelta da un gruppo di intellettuali torinesi (musicisti, scrittori e poeti) tra i quali appunto Calvino, e Liberovici, Fausto Amodei, Franco Fortini e altri, decisi ad elaborare un corpus di canzoni dal forte contenuto sociale, civile ed etico, dalla quali si sviluppò poi, tra l’altro, la canzone d’autore “impegnata” di De Andrè, Tenco, Guccini e altri.

 

PAGINE:          266
FORMATO:     14 x 21
LEGATURA:    brossura fresata
COPERTINA:   flessibile
ISBN:               9-788863-490121

Nel '36 avevo vent'anni e sono andato in Africa
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"La voglia d'avventura, la disoccupazione in Italia, il fascino dell'esotico, la retorica fascista sull'Impero, eh sì, ci sarei andato anch'io!
E Carlo c'è andato. Via dalla disoccupazione, vent'anni in bocca e, perché no, la potenza di quel richiamo esotico e lontano. E le avventure non sono mancate, l'amore di Selam, l'orrore della repressione fascista, i lunghi viaggi dal mare all'altipiano in una girandola di episodi ora divertenti ora tragici. Poi la guerra, la prigionia in Tanganika, l'incontro con Aisha nell'incanto dell'Africa Equatoriale.”

Prezzo € 14,00
Pagine 132
Formato 14 x 21,30
Legatura brossura fresata
Copertina con alette
ISBN 9788863490459


Al Momento Opportuno
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Un giallo appassionante ambientato in Liguria, vincitore del concorso Giallo Ferrara 2015.
A Lerici, nel corso di un autunno incredibilmente freddo, la giovane e affermata pittrice Tullia Renzi scopre il cadavere di due anziane signore e della loro domestica, tutte e tre torturate con strani segni sul viso simili a incisioni rituali. I sospetti degli investigatori, guidati dal giovane e prestante capitano Zani, si appuntano su un gruppo di conoscenti e amici che vivono l'uno accanto all'altro nella piccola ed elegante frazione della Rocchetta. Le indagini spaziano tra lontani episodi di guerra e infiltrazioni mafiose, tra rivalità spicciole e insospettate scoperte sugli indagati. Quando altre due donne, questa volta giovani, vengono assassinate con le stesse modalità, l'opinione corrente di trovarsi di fronte ad un maniaco serial killer, diviene sempre più pressante. La soluzione del caso arriverà appena in tempo ad evitare altre morti e sarà uno shock e una ferita per tutta la collettività.

Prezzo € 14,00
Pagine  192
Formato 14 x 21,30
Legatura brossura fresata
Copertina con alette
ISBN 9788863490442

Mino Milani Un grande scrittore d'avventura
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La vita, l'opera e l'umanità del più grande scrittore d'avventura del secondo Novecento italiano raccontate da scrittori, sceneggiatori, disegnatori, illustratori, editori, figure di chiara fama.
Scriveva Gianni Rodari in Ritratto d'autore: "Mi sento domandare abbastanza spesso: - Perché non c'è più un Salgari? Perché non c'è più un Verne? Perché non ci sono più grandi scrittori d'avventure? Invece di rispondere, domando a mia volta: - Conoscete Mino Milani? Avete letto almeno uno dei suoi libri?"

Numero speciale della rivista Ilcorsaronero - Rivista Salgariana di letteratura popolare


A cura di Claudio Gallo, Roberto Fioraso, Giuseppe Bonomi

Prezzo € 8,00
Pagine 88
Formato 16 x 22,5
Legatura brossura fresata
Copertina semplice
ISBN 9788863490466

 

Il Paradosso del Videoclip
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Contaminazione e autonomia di un linguaggio audiovisivo

Manuale d'istruzione per la lettura e soprattutto la scrittura di uno dei più complessi testi della forma audiovisiva.
Un percorso costruito attraverso un'eperienza pluridecennale diretta in tutti i settori del videoclip, dalla regia al montaggio, dalla scrittura alla produzione.

Pagine 272
Formato 14x21,5
Legatura brossura cucita
Copertina con alette
ISBN 9788863490473

A Lettere Maiuscole
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Una intrigante storia di equivoci amorosi dove i protagonisti si rincorrono nel mondo virtuale delle chat. Un racconto ironico e spumeggiante con una serie di effetti grafici a sottolineare i momenti salienti della vicenda.

Brigantessa
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La storia di una donna, una brigantessa che uccide e ama in ugual misura. Una saga che si dipana dai drammi irrisolti del Risorgimento Italiano percepito come stupro delle terre meridionali no al riscatto dalla barbarie nazifascista.
Un racconto storico di rara intensità dove la protagonista è una donna e la sua travolgente, selvaggia femminilità.

Da un Inferno all'Altro
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Intrigante thriller vincitore nella sezione inediti del Festival Giallo Garda 2015.
Le cupe atmosfere noir di un piccolo centro della provincia italiana dove alla ne la verità non è sempre scontata.

Qualche volta il buon Dio si ricorda che i buoni siamo noi
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Il protagonista di questi tre racconti è un commissario di polizia napoletano, Giuseppe Pontonieri, che incontriamo nella sua prima indagine a Verona come semplice ispettore, poi trasferito a Napoli e promosso commissario.

Un po' giallo, un po' noir, un velo di mistero, una spruzzata di "social" e, per finire, quel tanto di disincanto per una giustizia bendata, ma spesso anche girata da un'altra parte.

 

PREZZO 14,00 euro

Pagine 212

Copertina con alette

Inferno dentro
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INFERNO DENTRO di Yari Cascinelli è la storia di Luca Brightfield, sessantacinque anni d’età, detenuto in un manicomio criminale fin dalla giovinezza, ma che sostiene da sempre di essere innocente. e, per dimostrarlo, decide di ripercorrere, raccontandolo per scritto, il periodo immediatamente precedente il suo arresto. Circa quarant’anni prima dunque, troviamo Luca, un adolescente come tanti, che si innamora di quella che sarà l’unica donna della sua vita: Chiara.I due rimangono però coinvolti in un grave incidente, in seguito al quale un’oscura presenza entra a far parte della vita di Luca, deteriorandone la psiche con una serie di allucinazioni, alle quali fanno seguito, poi, i primi inspiegabili fatti di sangue di cui Luca sarà accusato.

Luca fugge dalla sua città, nel tentativo anche di tenere i propri cari al sicuro da sé stesso, ed approda a Roma, dove conta di poter, gradualmente, riprendere il controllo della propria vita. Le sue speranzo rimangono, però, ben presto frustrate: Luca si ritroverà in ginocchio contro i propri demoni, in una Capitale che osserva indifferente il suo tracollo. Inaspettata, la salvezza giunge nel personaggio di Elia, vecchio clochard circondato da un’aura di mistero, il quale convincerà Luca a far ritorno a casa e ad affrontare le sue paure. Ma le speranze di Luca verranno disattese.

Inferno dentro è un romanzo dove il mistero è utilizzato per indagare nei meandri della mente e del cuore dell'uomo. Azione e suspence si intersecano con riflessioni psicologiche dell'adolescenza sullo sfondo di due differenti paesaggi: la città di provincia e la metropoli, con i loro tipici personaggi.

 

Ad Martem 12
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La stazione spaziale autonoma dell’Aresland, nella Hellas Planitia su Marte, composta dalle basi Red Stone, Krasnij Gorod e Hong Se De Du, nasce da un’alleanza tra le agenzie spaziali americana, europea, russa e cinese, che ha permesso lo sbarco dell’umanità sul Pianeta Rosso, con le missioni del programma “Ad Martem”. La dodicesima missione di questo programma (da cui il titolo “Ad Martem 12”) si pone come obiettivo la nascita dei primi tre esseri umani su Marte. Inizia così la storia di Jordan Miles, Anna Taykeeva e Yan Heng, i primi tre marziani a essere cresciuti nell’Aresland nel modo più simile possibile alla Terra, il pianeta d’origine di tutta l’umanità, con cui loro non hanno alcun contatto. Con il tempo, Jordan, Anna e Yan inizieranno a porsi delle domande e, con la curiosità tipica degli esseri umani, affronteranno avventure e sfide pericolose in un ambiente ostile, qual è il deserto marziano e il gelido vuoto dello spazio, alla ricerca di se stessi e delle proprie origini. 

Giulia Bassani, la giovane autrice al suo esordio letterario, dopo aver vinto la fase internazionale dell’Odysseus Space Contest con il progetto di una base su Marte, ha continuato a studiare e analizzare i problemi del vivere su un altro pianeta, fino ad ampliare il progetto iniziale e a decidere di ambientare una storia proprio in quella base, per “testare” l’effettivo funzionamento di ogni sua parte.

Un romanzo che affronta realisticamente e scientificamente la vita di tutti i giorni all’interno della stazione Aresland. Non solo il progetto è curato negli aspetti tecnici e architettonici, ma anche sociali. Quali materie studiano i primi tre marziani? Che cosa sanno di loro stessi e dell’umanità?

 

Immagini ed emozioni
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Immagini ed emozioni” è una raccolta di dodici racconti che partendo da un’immagine, reale o irreale, esplorano, appunto, emozioni e sentimenti più vari come la solitudine, la malinconia, il senso del tempo, il silenzio, l'amore, l'intuito ed altri, attraverso gli occhi, gli stati d’animo e le vicende dei protagonisti.

I racconti sono tutti legati tra loro da una sorta di linea conduttrice quasi irreale che passa dalle partiture dei ricordi dei protagonisti ed arriva alle immagini speculari e al tempo.

Un viaggio insolito tra vari sentimenti che tutti noi proviamo ogni giorno e che ritroviamo in queste storie.

 

Illegittima difesa
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La tranquillità di un piccolo centro di provincia nel Veneto, viene scossa da un eclatante fatto di cronaca. La rapina in casa di un rappresentante di preziosi si conclude con la morte di un ignoto assaltante. Il clamore del fatto innesca inevitabilmente un’ondata di polemiche e speculazioni da parte dei politici e dei media. Gerry Donati, un detective privato con un background da poliziotto, viene incaricato dalla compagnia assicuratrice per recuperare il bottino e si trova a svolgere la sua indagine parallelamente ai carabinieri. Naturalmente non può avvalersi dei loro stessi mezzi di investigazione, per quanto riesca ad agganciare un carabiniere sua vecchia conoscenza, con il quale instaura una collaborazione proficua e di reciproco interesse. Quest’ultimo è vincolato al suo ruolo istituzionale e deve confrontarsi con il suo superiore, un tenente di vecchio stampo, tanto ambizioso quanto frustrato, che si inserisce tra i due cercando di trarne vantaggi personali. Quella situazione limita il Donati, che deve accontentarsi di qualche aiutino, in compenso però obbedisce a regole diverse, che gli consentono adottare metodi alternativi e dare impulso alle sue indagini. Lo fa avvalendosi dell’aiuto di un ex rapinatore e ciò gli permette di entrare in profondità nel mondo della malavita, mettendo in atto meccanismi che lo portano a localizzare e identificare i malfattori. Nello sviluppo degli avvenimenti si delinea un quadro ben più complesso, che scatena interrogativi sugli effettivi ruoli degli attori in campo, le cui risposte affioreranno poco alla volta con inattesi colpi di scena. 

 

AETERNA - La macchia nel sangue
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AETERNA - La macchia nel sangue è la prima parte della saga fantasy della promettente giovane esordiente Gabriella Ronza.

C'è una misteriosa scritta che aleggia sui ruderi di un antico tempio di un giardino invisibile. Ci sono due bambini, su cui grava il peso di un'altissima responsabilità politica, che la leggono e c'è un mondo in cui vige la legge degli elementi e, soprattutto, quella del più forte. Aeterna è il fantasy epico per eccellenza, avente al centro qualcosa che l'epica fantastica non ha quasi mai: l'amore. I protagonisti, tuttavia, non vi cederanno mai, piuttosto, preferiranno una guerra l’uno contro l'altra e contro se stessi, cardine del loro agire morale. L'etica in ogni sua forma, perfino quella del male, che nella soggettività del singolo si presenta come giusta, muoverà le pedine di un gioco nato mille anni prima dell'inizio della storia. Perché il fantasy fa questo: ci ricorda che anche alla fantasia apportiamo regole di costruzione umana, creando mondi, parafrasando il contenuto della trama, che imitano quello che Madre Natura ci ha donato.

 

L'uomo senza pensieri
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In una società del ventiduesimo secolo i continui esperimenti nel campo della genetica atti a deprimere le emozioni rischiano continuamente di sfuggire di mano agli scienziati, concorrendo ad esasperare ulteriormente gli animi e portando così la popolazione già allo stremo verso una cruenta ribellione.

In questo delicato contesto si inserisce la nascita di un bambino incapace di partorire pensieri ma soltanto di muoversi istintivamente, in maniera quasi automatica. Esso viene soprannominato Fing e si presta alla morbosa attenzione della comunità scientifica. 

L’uomo senza pensieri diventa così suo malgrado il fulcro di una spietata caccia all’uomo. Ma dietro alla sua nascita si nasconde qualcosa di terribile, capace di stravolgere per sempre non solo il suo destino ma anche quello dell’umanità intera.

 

Come passa il tempo!
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Questa raccolta di racconti si chiama “Come passa il tempo!” inizialmente per due motivi.

Prima di tutto perché il racconto iniziale si chiama proprio così, Come passa il tempo!

Poi il titolo è un omaggio a quel grande artista che fu (è) Antonio De Curtis, per tutti Totò (anche se l’anagrafe riporta Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio) che nello sketch “Pasquale” pronunciava col suo ineffabile accento questa frase commentando la notizia che l’amico gli dava sulla morte di Diocleziano, avvenuta duemila anni fa.

Il filo conduttore che unisce i racconti è proprio il tempo e il suo inesorabile ed incessante trascorrere. I protagonisti ne devono sempre fare i conti: il tempo passato, che torna, che sarà.

I 19 racconti sono stati scritti in un arco temporale di 25 anni. La raccolta partecipò alla prima edizione del Premio Internazionale Jacques Prevert, vincendo nella sezione narrativa.

Era il 1995.

Ed ecco che, beffardamente, il titolo si è vendicato: più di vent’anni perché questa raccolta, anche se modificata nel numero e nel tipo di racconti - a volte rivisti, modificati e adeguati per stile e concetti - vedesse la luce.

Come passa il tempo! 

Borderline
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Il mattino di Venerdì 29 Maggio 2015, sul treno, che da Tirano (SO) porta alla stazione Centrale di Milano, avviene un incontro casuale tra un Valtellinese (l’autore) ed una signora “Rossa Siciliana” trapiantata a Monza. Tra i due nasce un dialogo che inizialmente è improntato sull'identità socioculturale di una Provincia come quella di Sondrio, dove, ultimamente, inizia a serpeggiare l’idea di una possibile autonomia, oltre ad una remota possibilità di ricongiungimento al territorio Elvetico. Alla stazione di Monza la conversazione tra i due s’interrompe in quanto la “Rossa” è giunta a destinazione, ma il tutto continuerà, in modo assiduo, per mesi e mesi esclusivamente via e-mail.
E’ un confronto coraggioso, quello che vede i due protagonisti su posizioni prevalentemente opposte. La discussione via e-mail rileva uno scontro tra due
mentalità opposte, due culture differenti che non condividono la stessa tradizione o lo stesso modo di visione della vita, ma che hanno deciso di continuare a dialogare, confrontandosi senza compromessi su problemi realmente esistenti in questo Paese.
 

"Borderline" uscirà indicativamente a fine di settembre 2018.

E' possibile sin d'ora prenotare il libro usufruendo di una promozione di lancio: chi acquisterà il volume entro il 15 settembre 2018 lo pagherà solo 11 euro (anziché 15 euro) e lo riceverà all'indirizzo indicato - senza spese di spedizione - appena verrà pubblicato.

16 Luglio 2013
Da Pericle a Papadimos: la crisi greca vista da Terzi

 

Uomini o numeri? Si gioca tutta in questa distinzione niente affatto banale l'essenza della crisi greca, raccontata daEnzo Terzi nel suo pamphlet “Da Pericle a Papadimos”. Ripercorrendo i tratti salienti del suo rapporto con quell'Ellade che, se ieri colpiva l'autore per il folklore e per quel meltemi così intrigante e avvolgente, oggi trasuda ben altre sensazioni, come la tragicità della contingenza economica purtroppo dimostra.

 

Pericle e Papadimos, sono l’emblema della contraddizione tra uomo e numeri?

In un certo qual senso lo sono ma forse più che una contraddizione sono le due facce di uno stesso universo. Il secondo emanazione del primo e suo carnefice. Senza dubbio simbolo di epoche diverse. Pericle affidava all’uomo la possibilità di essere guardiano di se stesso, gli affidava le sue speranze per la conservazione del benessere personale e sociale, l’uno legato all’altro. Senza benessere sociale non poteva esservi benessere personale e viceversa. Ma non era una ricchezza in denaro. Era una ricchezza di valori. Vi credeva così tanto che il suo modello di democrazia divenne talmente libero che scivolò lentamente nell’anarchia e nella ingestibilità. Fu il limite della democrazia quello che venne raggiunto. E non mancarono le critiche consapevoli, prima fra tutte quella di Isocrate che dichiaratamente auspicava un ritorno al modello democratico illuminato di Solone dove il ricco cittadino si occupava del governo della città essendo, proprio per la sua ricchezza, sollevato dai problemi della sopravvivenza e quindi, disponibile a farsi carico della salute del proprio Stato, della propria Città. Oggi quei ricchi che Solone ci indicava come i preposti al buon governo, attraverso il passare dei secoli diventano i tecnocrati che, nella fattispecie di Papadimos o, analogamente, dell’italico Monti, assurgono al ruolo di virus e di guaritori. Ecco dunque che Papadimos, economista, funzionario bancario in USA, poi Governatore della Banca di Grecia, consulente diGoldman Sachs (che qualcuno in Italia ebbe poco tempo fa l’ardire di additarmi come il Prodi greco), diventa l’ultima carta giocabile prima della catastrofe. Ma la catastrofe era già avvenuta. Papadimos non può convincere coloro che aveva sino al giorno prima messo in guardia come funzionario di banca che, all’improvviso, la Grecia sarebbe diventata pagatrice e virtuosa. Ed è stato un bagno di sangue per la democrazia, complice un memorandum dallo stesso imposto alla firma del Parlamento greco con oltre novecento pagine consegnate due giorni prima e con le cifre in bianco. Ma il paese non aveva in quei giorni frenetici la lucidità per dire no.

Per cui?

Pericle e la Grecia ci avevano messo in guardia sulla natura dell’uomo, sulla sua mancanza di misura, sulla sua inadeguatezza ad un così alto principio come la democrazia. Nessuno ha voluto ascoltare. Così i Papadimos, per la dilagante incapacità ed impreparazione politica, riescono ad assurgere al ruolo di salvatori della patria – salvo poi non riuscirci tutti indistintamente, anzi fornendo solo un accanimento terapeutico - quando per antonomasia, per la loro formazione di tecnocrati sono abituati a lavorare per uno specifico padrone il cui primo comandamento è che da ogni operazione deve scaturirne un guadagno altrimenti non è da effettuarsi. Con buona pace dell’uomo che dietro ad essa si nasconde. Pericle morì durante una epidemia in un Atene comunque in buona salute, arricchita di monumenti e di potere anche se il sistema della città stato in breve tempo si rivelerà inadeguato. Con la strada aperta da Papadimos la Grecia in tre anni ha accumulato un debito che, interessi compresi, ammonta ad oggi a 700 miliardi di euro (240 di capitale + 460 di interessi calcolati) ed il paese è in rovina come oltre la metà della sua popolazione, ed è venduto e svenduto in ogni suo pezzo pregiato. Se fosse fallito subito e tornato alla dracma davvero sarebbe stato peggio?

Il libro è suddiviso in tre parti, come un lungo viaggio: quando crede che sia iniziata realmente la crisi del paese?

Le tre parti in cui è diviso il volume mi ricordano sempre come all’ultimo capitolo vorrei tanto poter aggiungere qualcosa di diverso. Si parla di vita passata, di storia passata, di storia presente ma, in quel libro, non si riesce a palare di futuro. Non mi è riuscito. Ed è un peso che sento. Ed ancora di più lo sento quando leggo di presunti segnali di ricrescita dovuti a qualche misterioso indice di borsa che come da una catalessi pressoché irreversibile sembra essersi risvegliato oppure quando mi dicono che i nuovi certficati del Tesoro greco, con scadenza tentennale (!!!) sono stati tutti venduti.

Un mercato non senza colpe...

Ed allora mi domando come quella che viene chiamata “fiducia dei mercati” non sia altro in realtà che una dissennata mania per il gioco d’azzardo con la differenza che quello non gestito dallo stato è considerato malattia sociale e reato, ad esclusione delle banche che, oggi, con gli ulteriori emendamenti seguiti agli esperimenti fatti di recente a Cipro, possono godere, per non fallire, se l’azzardo li porta ad errori di valutazione, anche del denaro non solo degli investitori e soci che in realtà sono categorie assimilabili, ma anche dei correntisti. Certo quelli con i conti almeno a sei cifre. Per adesso. Allora quando vedo procedere in queste direzioni secondo una sistema di previsione che va ben oltre qualsiasi sistema statistico per avventurasi nella cabala più esasperata che nemmeno il vecchio “strolago di Brozzi”, falso indovino che la leggenda vuole vissuto nei pressi di Firenze, dove sono nato, ecco, mi dico: cosa si parla a fare di futuro quando siamo in mano agli stregoni? Ecco perché sovente parlo di futuro rubato.

Un gioco di specchi fatale?

E per la Grecia, come per altri paesi, venne il momento che rimase invaghita da questo gioco di scommesse per il quale si incassava subito e si pagava a dieci, venti, trenta anni. E chi ci sarebbe stato mai a vederne i risultati? Solo che come tutti i giochi, anche i più sofisticati, c’è un punto di rottura, un bug del sistema per cui una variabile manda tutto a carte quarantotto (vedi Lehman Brothers, 2008). 
Ma torniamo indietro a vedere quando il gioco è cominciato. La Grecia uscì dalla seconda guerra mondiale con le ossa rotte. Non tutte. Qualcuna intera era rimasta ma una bella guerra civile, anch’essa alimentata da altri, provvide a spezzarle. Nel 1949 il paese era interamente da ricostruire. Nella diatriba tra inglesi e russi, visto che già era costata una guerra civile, si inserirono gli americana che, sull’entusiasmo del Piano Marshall con il quale stavano aiutando l’Europa a ricostruirsi in cambio della fedeltà, tentarono l’operazione anche in questa terra di nessuno pur trovando l’operazione piuttosto difficoltosa per il livella quasi banditesco della società (leggi rapporto Porter del 1949). La Grecia non aveva neanche allora molte scelte se non quelle che le casse vuote dello stato rendevano possibili. In questo clima gli aiuti consistenti degli americani crearono le basi per l’avvento del regime dei colonnelli visto che la tensione sociale non approdava a nessuna maggioranza parlamentare capace di governare e prima di lasciare il paese in mano a derive comuniste, gli USA scoprirono che la dittatura sarebbe stata un’ottima medicina. La fine dei colonnelli fu forse l’unico momento del dopoguerra in cui questo popolo si mostrò coeso, compatto e risoluto a guadagnarsi democrazia ed una nuova economia. Karamanlis, chiamato appositamente, ebbe un’iniziale gioco facile e sull’onda di questo entusiasmo iniziarono a fiorire anche industrie manifatturiere (tra tutte la Biamax - "Biomihania Amaxomaton" - nata negli anni ’30 e poi rinata nel ’59, che faceva i più bei pullman da turismo del mondo). Personaggi popolari a vario titolo divennero di moda e tutto ciò fece divenire la Grecia un luogo ambito per il jet-set. Arrivarono capitali dall’estero ma le grandi famiglie greche ben poco investivano. Le sedi rimanevano all’estero. I figli si mandavano a studiare all’estero. All’estero oramai per una consolidata tradizione si teneva sempre un piede. E l’altro in patria ma senza fidarsene mai completamente. Grandi piani di riforme strutturali che lanciassero ed organizzassero l’economia del paese non ce ne furono mai, solo vaghi accenni per lo più a seguito delle frequentissime elezioni che si succedevano le une alle altre con cadenza nel migliore dei casi quadriennale. Chi aveva denaro o potere politico essenzialmente cercava di mantenere i propri privilegi. Erano cambiati i suonatori ma in sostanza i modi erano gli stessi dei tempi di Ottone I. L’entrata in Europa fu solo l’ultimo dei grandi atti di questa non politica. L’ultimo tra i gesti populisti cui erano abituati i politici che via via si succedevano al governo. In quel momento la Grecia firmò il suo patto con il diavolo, che subito dopo, con i Giochi Olimpici, dette immediata dimostrazione di come si poteva costruire falso benessere senza averne la ricchezza ma pagandolo con il debito. Il resto sono marginali fatti, peccati veniali serviti sul piatto di una economia inesistente, di una industria abortita prima di decollare se si fa salva quella marittima, una delle più grandi al mondo anche se buona parte è oggi in mano a capitali stranieri. Alla fine del 2008 è arrivato il conto da pagare, è arrivato il grande freddo che ha trovato il paese ancora in costume da bagno.

Come crede che si fondano la filosofia di ieri con la tragedia di oggi?

Il concetto da cui vorrei pendere spunto è quello che esprime come nella tragedia, quella greca antica, giocata in teatro, dove diceva Aristotele si consuma la “mimesi della realtà” ovvero la sua imitazione, il protagonista è colpevole ed allo stesso tempo innocente, divenendo dunque portatore di bene e di male, esprimendo così quel dualismo che la filosofia farà proprio e cercherà di spiegare ed interpretare.
In questi termini dualistici, di colpevole e di vittima, di protagonista e di comparsa, di attività e di passività si giocano le scelte umane e, fra esse, quelle che concernono il suo vivere sociale nei luoghi e nei momenti in cui è chiamato dagli eventi a parteciparvi.

Quali i riverberi sociali?

Una siffatta rappresentazione dell’individuo come membro di un consesso che prima è la famiglia, poi la comunità ed in seguito la società (nazionale e poi internazionale) porta in sé non solamente la possibilità di scegliere ma, e soprattutto, la capacità. Giocano intorno a questo concetto numerosissimi fattori cosiddetti esterni, derivanti da condizioni economiche ed ambientali, culturali e religiose ma, in fondo, nessuno dei quali capace di alienare totalmente il personale modo di pensare e di esercitare, almeno nel pensiero, delle scelte. Che non è semplicemente cristiano libero arbitrio ma l’anticamera e presupposto necessario al compimento di un’azione.

Gli agenti esterni quanto influiscono?

Orbene in questo sistema potremo chiamare bene tutto quanto non direttamente controllabile, ovvero quegli agenti esterni rispetto ai quali spesso è necessario adeguarsi. La parte che ci renderà, comunque, innocenti. Tutto ciò che invece rientra nella nostra possibilità di scelta e quindi di controllo è, invece, quanto potrebbe condurci al “male” ovvero a renderci colpevoli. Ma colpevoli non in senso cristiano, ovvero rei di colpa, quanto, molto più positivamente, attori che producono un effetto e quindi responsabili.

Ipotizziamo una rosa di fattori da crisi.

La tragedia di oggi, in Grecia almeno, è frutto di fattori ambientali non certo favorevoli, come ad esempio la scarsità della popolazione, l’eterogeneità della stessa (ricordiamo come gli ultimi massicci flussi immigratori risalgano alla metà degli anni ’50) e quindi la relativa reciproca conoscenza tra gli elementi che la compongono; una storia secolare che certo comporta un peso culturale ed un gap di crescita rispetto ad altre nazioni. Per contro, una gloriosa antichità, un libero accesso al sapere ed un regime libero da un quarantennio (1974), avrebbero potuto, seppure come fattori esterni, giocare a favore di un appoggio a quella decisione singola che poi, nei fatti ci vede individualmente colpevoli, ovvero attori del nostro futuro. Non nel senso pieno e totale dei latini: “Unusquisque faber est fortunae suae” ma senza dubbio sua rimodulazione in senso sociale. Giustificare oggi quanto avviene, almeno nella percentuale in cui ogni singola decisione possa aver giocato un ruolo responsabile, significa evidentemente giustificare una scelta di opportunità. E qui, in una terra dove i posti di lavoro che non fossero con la vanga in mano o dietro ad un gregge, non sono mai stati troppi, la promessa elettorale del posto di lavoro e del favore ha sempre giocato un ruolo capace di spostare l’ago della bilancia ora a favore di uno, ora a favore di un altro partito (anche per l’assenza dell’attuazione di validi programmi di crescita).

Ma oggi lo stato è realmente inerme?

Oggi, tragedia nella tragedia, non solo lo stato non può più assolvere a questo rozzo ma efficace sistema assistenziale ma anzi, per volere straniero (leggi troika), deve operare tagli sanguinosi proprio là dove aveva coltivato il proprio elettorato. Dopo tre anni dalle prime richieste, solo oggi lo stato si accinge a questo duro adempimento, dopo che non a caso, la parte più a sinistra della sua compagine ha pensato bene di uscire dalla coalizione, per non sentirsene un domani responsabile (ovvero sfruttando il “pannicello caldo” dell’indignazione per tacitare la coscienza).

Come prevede che finirà?

Nei fatti accadrà ciò che Aristotele indicava nello spiegare la tragedia, ovvero che gli attori compissero una catarsi per superare la pietà e l’orrore che la tragedia stessa ha come suoi elementi narranti. In altre parole accade ed accadrà ciò che ineluttabilmente sarebbe dovuto accadere. Solo che accadrà nel modo più lancinante, non per crescita ma per imposizione, in un paese dove oramai la soglia della miseria è stata da molti varcata, un paese dove i rapporti sociali sono completamente saltati, in un paese dove lo stato sovrano non esiste più, in un paese dove si è, per una scelta di opportunismo, da parte degli organismi come dei singoli, rinviato quell’appuntamento con la colpa, ovvero con la responsabilità che poteva essere compiuto quando ancora vi era uno straccio di scelta da poter esercitare.

twitter@FDepalo

da http://www.mondogreco.net/notizie/cultura/126-da-pericle-a-papadimos-la-crisi-greca-vista-da-terzi.html#.UeT4js2Jy3e

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